Le donne dj sono a un bivio

Sono tante le figure femminili che potrebbero essere inserite nell'Olimpo della musica dance elettronica: dalla regina Nina Kraviz ad Amelie Lens passando da Nastia alle storiche Ellen Allien e Monica Kruse, ricordando Tania Vulcano, M.I.A. e Sonique. Per non dimenticare Manuela Doriani, Anfisa Letyago, Giulia Regain, Ellenbeat, Ema Stokholma, Jessie Diamond, Georgia Moss, Ida Engberg, la slovena Brina Knauss, Nifra, le Nervo, le Krewella, Miss Monique, Tami o Deborah De Luca.
Quelle che puntano al lato esteriore, quelle che badano al sodo, e quindi solo alla musica, quelle che rasentano la perfezione e incutono timore: le disc jockey sono in una fase cruciale, comunque. Raramente le vediamo in studio di registrazione sole, alle prese con hardware e software in fase di pre e post produzione. Tecnologia e gentil sesso andranno mai fortemente a braccetto? Le donne dj popoleranno solo gli stage?
Eppure il passato diede forti segnali. Joanie Labine è stata la prima dj femminile impegnata live a un mixer presso un locale mitico come il Whiskey A Go-Go, fondato da Elmer Valentine, Phil Tanzini, Shelly Davis e dall'avvocato Theodore Flier. Era il 1964 e il club venne presentato come discoteca, suggerendo e dicendo ai frequentatori che avrebbe offerto solo musica registrata. Dopo l'esibizione di alcune band dal vivo, si fece largo la Labine, gonna corta e dischi in vinile in mano che propose i suoi set da una cabina sospesa a ridosso del palcoscenico.
Cosa è cambiato dopo 55 anni? Che il movimento è cresciuto in modo esponenziale. Da noi è arrivata anche Shesaid.so Italia (https://www.shesaid.so/italy), creata precisamente nell'agosto del 2018 in risposta al pervasivo sessismo nell'industria musicale italiana. Quello spiritualmente guidato da Nur Al Habash (https://www.shesaid.so/nur-al-habash) è un gruppo di quasi mille professionisti della musica che provengono da tutte le parti d'Italia e lavorano in vari campi, dalle etichette alle società di management, dalla produzione di concerti al giornalismo. Il gruppo attualmente tiene incontri periodici, panel e workshop a Milano, Roma, Torino, Bologna, Bari e Firenze.

 

L'Italia è una piattaforma interessante per lo scambio reciproco di opinioni, creatività, conoscenza e consulenza; i membri si sostengono a vicenda e lavorano per stabilire l'equilibrio di genere, l'uguaglianza e la diversità nel business musicale italiano. A chiudere il cerchio nel 2011 è uscito anche il libro di Riccardo Sada, "Ladyjay", edito da KeyNote di Maurizio Clemente. Indubbiamente oggi si può fare molto di più ma questi sono passi importanti per la musica elettronica e il suo business in rosa.

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