Ma il dj suona?

Ogni estate riparte la diatriba sulla frase che spesso i dj pronunciano: "Stasera suono". Il che porta inevitabilmente qualche musicista ferito nell'orgoglio a rispondere "no, io suono, tu metti musica".Le comunità sono ancora divise. Il sito italiano Rockit ha provato a vederci chiaro sulla cosa ma con fatica. Per prima cosa, molti selezionatori musicali, cioè quelli col pc davanti che mettono un pezzo dietro l'altro con transizioni creative: spesso dicono "suono" per intendere che vanno a "selezionare canzoni tratte da una playlist di propria creazione scegliendo i pezzi in base al momento e all'emotività data dall'azione, reazione e interazione col pubblico".
Anche l'antica formula "Metto i dischi" è spesso bugiarda visto che molti party dj si servono di mp3 o direttamente di Spotify. Fossimo in un paese anglosassone, la diatriba sarebbe morta sul nascere. Il tasto play, che serve per azionare un file, è lo stesso verbo che si usa per descrivere l'azione dello strummare la chitarra, il rullare la batteria o il far funzionare tutti gli altri strumenti. Play è inteso come giocare e suonare. In italiano si usa il verbo suonare anche per il campanello, il citofono; perché accanirsi sulla differenza tra chitarra e computer. Dovremmo considerare musicisti di serie B quelli che fanno musica elettronica, solo perché potrebbero non saper fare una quinta mettendo le mani da qualche parte? Nemmeno per idea.
Che usi gli strumenti tradizionali o un pulsante per azionare a tempo una canzone, il risultato è lo stesso: produce suono. Se invece dobbiamo dare al verbo suonare un'accezione tecnica, alcuni dj non suonano, ma neanche molti musicisti lo fanno. In anni e anni di esperienza come pubblico, addetti ai lavori o colleghi di musicisti, quanti ne abbiamo visti (anche ad alti livelli) che non hanno un'idea di gusto, tecnica e stile? Tanti, troppi. In più, non è una guerra. Una serata di solito si compone di musica dal vivo e dj set, che prolunga l'atmosfera del concerto fino a notte fonda. Il dj cambia pelle a seconda della serata e porta con sè il bagaglio di una vita.
Il direttore di Radiom2o, Albertino, al giornalista de La Stampa, Roberto Pavanello, ha detto: "Oggi la figura del dj è un po’ distorta. Quando uno dice 'ho suonato' io rispondo che dobbiamo tornare a una dimensione più realistica: siamo dj che selezionano musica, abbiamo macchine tecnologicamente avanzate che usiamo per far ballare la gente, ma uno che suona è un musicista. Potrebbe dirlo il producer, ma anche lui quando si esibisce fa il dj. Vi faccio un esempio, Calvin Harris qualche anno fa iniziò a suonare all’Amnesia di Ibiza e lì faceva il concerto. Dopo due o tre date gli dissero: 'Lascia perdere quel format lì, il pubblico vuole il dj set'". 

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