"Beats", quando il dj producer si riscatta con la musica

"Beats" è il film in cui August, dj geniale, ricco di estro e potenzialità, preso totalmente dall’amore per la musica, è protagonista assoluto. Dopo la morte della sorellina, avvenuta a Chicago durante una scorribanda di quartiere, viene segregato in casa da sua madre che non vuol perdere un altro figlio.

 

Così, in una stanza, compone le sue basi, i soui groove, i suoi... beat. Il ragazzo comincia a soffrire di ansia ed agorafobia. Interrompe gli studi scolastici e si rinchiude nella sua stanza trovando nella musica la sua unica via di fuga.

 

La sua vita si intreccia con quella di Romeo Rice, un ex produttore discografico ormai in disgrazia che pur di mantenersi economicamente e di riconquistare la sua ex moglie accetta il lavoro come guardia giurata dell’istituito scolastico dove la donna lavora.

 

Per contrastare la dispersione scolastica del quartiere, l’abbandono della scuola da parte dei ragazzi, a Romeo viene chiesto di tentare casa per casa il recupero di alcuni minori; è così che l’ex produttore si imbatte nel genio della musica e decide di puntare tutto su di lui.

 

Tra entusiasmi ed incomprensioni, August e Romeo si troveranno legati l’uno all’altro da un rapporto profondo che porterà i due ad un reciproco riscatto finale: ad unirli è la voglia di combattere contro i fantasmi del passato e la passione smodata per la musica. La regia di "Beats" è di Chris Robinson e vede Anthony Anderson nei panni del produttore Romeo; al debutto c'è Khalil Everage e al suo fianco la splendida Emayatzy Corinealdi che interpreta la moglie di Arnold.

Il talento da solo non basta, è la sintesi morale del lungometraggio. C’è bisogno della guida giusta, di qualcuno che conosca il settore ed indichi le scelte da fare, le strade da percorrere.

Scrivi commento

Commenti: 0