Come stanno cambiando i live

Dopo lo streaming, la nuova rivoluzione sono i concerti diversi. Ma cosa sta succedendo al mondo della musica internazionale oltre agli stravolgimenti discografici? Sono anni del cambiamento radicale, per l’industria. Se la ripresa economica gira attorno all'industria musicale grazie ai nuovi flussi, come dicono i numeri e anche addetti ai lavori, anche nei live c'è aria di cambiamento. L'importanza dei tour resta alta. Se l'album nuovo è l'unico e inequivocabile mezzo per poter fare propaganda e andare in tour, i live si rimettono in discussione e rilanciano la sfida. Dopo l'occupazione di club, palazzetti e stadi, a seconda del grado di fama dell'artista, lo show diventa ad hoc. Il Jova Beach Party è un caso tutto italiano: concerti in spiaggia che Lorenzo Jovanotti è stato il primo a pensare.

Viva le produzioni imponenti che portano a vivere in location nuove e stravaganti: alle pendici dei monti, su navi e traghetti, treni, ruote panoramiche, in luoghi sacri, vicino alle Piramidi come hanno fatto Aly & Fila con la loro trance. E se il dj inglese Paul Oakenfold, dopo aver sperimentato location davvero spettacolari, come la Grande Muraglia Cinese e l’Everest, ha suonato davanti ai monoliti di Stonehenge, significa che davvero tutto sta cambiando. Per il dj si tratta sempre più di dj show (vedasi i live di deadmau5 ed Eric Prydz). Alon Shulman, organizzatore dalla grande volontà di dare seguito a questo genere di eventi estremi e spettacolari, spiega che le location atipiche faranno in futuro la differenza. D'altro canto, i Pink Floyd non si esibirono nell'anfiteatro romano di Pompei? Non è poi una grande novità, la location alternativa e attrattiva.

Il giornalista Federico Piccinini, infine, ha raccolto le dichiarazioni di Bob Rifo dei Bloody Beetroots riportandole sul sito di DJ Mag Italia: "Sicuramente il mondo dell’elettronica sta subendo un Post EDM Trauma (Cit. Boyz Noize) causato dalla mancanza di contenuti e da una completa saturazione dei bills nei mega festivals dove l’artista/rockstar dj/ fucker o come lo vogliamo chiamare non conta più un cazzo. Alcuni Paesi come l’Australia hanno , già da qualche anno, riavviato il sistema festival allontanandosi da pacchetti all inclusive mega tutto come Ultra, EDC, Stereosonic per creare boutique events dove l’esperienza artistica è più intima, il biglietto costa meno e la musica è dannatamente più figa. Quality over quantity e via di corsa dal modello americano dove bigger is better".

 

Detto questo, Bob Rifo spende anche due parole a favore di Los Angeles, dove secondo lui sta rinascendo un tessuto musicale underground popolato di giovani produttori di talento e di warehouse parties forniti di una strobo e una consolle. "Stiamo tornando al clubbing duro e puro, non solo in ambito techno. In Italia credo sia cambiato un mondo, è cambiata la cultura, il linguaggio e la nuova generazione sta facendo un take over quasi totale con la trap. Esiste, c’è, piace, produce denaro da ogni buco, speriamo si possa evolvere ed elevare verso contenuti più profondi e strutturati con il tempo. Detto questo andatevi ad ascoltare ‘AK77′ di Linea 77 feat. Salmo & Slait, l’ho prodotto io ed è , a parer mio (ovvio ha ha), un buon esperimento crossover fra old school e new school. Non ho idea di che genere sia ma qualcosa è, ma sopratutto è un prodotto italiano underground (esiste?) che spacca".

Scrivi commento

Commenti: 0