Kraftwerk, basta la parola

 

Le parole di Lester Bangs, da molti considerato il più grande critico rock d’America, spese sui Kraftwerk, band tedesca che ha rivoluzionato la storia della musica elettronica, riecheggiano ancora nell’aria.

Bangs, parlando con Ralf Hütter e Florian Schneider, due dei componenti dei Kraftwerk, riporta le seguenti dichiarazioni: “Pensiamo che il sintetizzatore sia molto reattivo con l’uomo, le chiamano macchine fredde ma se metti una persona diversa di fronte al sintetizzatore, le reazioni sono immediate alle sollecitazioni. Pensiamo che il synth sia molto più sensibile di uno strumento tradizionale come la chitarra”.

 

Hütter aggiunge: “L’intenzione è che le macchine inizino a suonare... noi stessi. Noi facciamo così. È come qualcosa di robotico, ad un certo livello. Ma non tutte le macchine hanno questa coscienza, alcune sono limitate a un unico ingranaggio. Invece, le macchine complesse sono una spanna sopra tutto. Tutta l’attrezzatura che usiamo può essere considerata un’unica macchina, anche se è suddivisa in pezzi diversi”. 

 

C’è un’emozione fredda e un altro tipo di emozione, entrambi ugualmente valide? “Non è emozione corporea, è emozione mentale. Ci piace ignorare il pubblico quando ci esibiamo, concentrandoci interamente sulla musica. L’origine della musica. Il suono puro che vorremmo tanto raggiungere”. 


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