Chi va controcorrente vince, lo riporta il Journal of the Royal Society Interface

Un gruppo di ricercatori guidato da scienziati del CSH (Complexity Science Hub) di Vienna, in Austria, riferisce che i cicli delle mode musicali sono guidati sempre da fattori e influenze esterni. Gli estranei sfidano lo stile musicale dominante contrastando fortemente le preferenze dell'élite attuale, ad esempio utilizzando strumenti diversi o nuovi ritmi e suoni. "Usano una cosa che si chiama in gergo... contro-segnalazione", spiega Stefan Thurner, uno degli autori di un nuovo articolo sul Journal of the Royal Society Interface. "Per dirla in parole povere: con un nuovo stile, i produttori di musica cercano di affrontare a muso duro quelli vecchi".
 
Le dinamiche sociali portano a nuove mode e tendenze e sono state a lungo, e sono tuttora, oggetto di accesi dibattiti e teorie contraddittorie in sociologia. Gli studi affermano che le élite cercano di stabilire distinzioni usando stili troppo costosi per essere adottati da singoli individui intenti a produrre musica. In contrasto con questo approccio dall'alto verso il basso, le teorie del modello casuale credono l’élite selezionino casualmente le caratteristiche da gruppi non elitari e le incorporino per creare un nuovo stile dal basso verso l'alto. Insomma, una lotta infinita da underground e overground (pop). In mezzo, il crossover.
 
Peter Klimek e Stefan Thurner, entrambi membri del CSH e della Medical University di Vienna, e Robert Kreuzbauer, della University of Surrey, propongono una spiegazione alternativa per l'evoluzione di nuovi stili: la competizione tra elite, come nuove e vecchie leve, sotto forma di opposizione, è scientificamente chiamata “contro segnalazione”. Le élite sono definite in questo documento come “gruppi sociali” con accesso sproporzionato alle risorse. Nel contesto della produzione musicale, le élite sono quelle che dominano gli stili musicali più popolari in un dato momento, la trap ad esempio, oggi.
 
Gli scienziati hanno testato i tre approcci della teoria dei segnali alle teorie dei pattern casuali e della segnalazione di “contro dominanza”, con un grande set di dati contenente quasi otto milioni di album musicali, pubblicati tra il 1956 e il 2015. I dati sono stati ricavati da Discogs, un database di musica online crowdsourcing . Discogs ha fornito informazioni dettagliate generate dall'utente su milioni di album, come artisti o strumenti, e l'assegnazione di ciascun disco a uno o più 422 stili musicali diversi.
 
"Per prima cosa abbiamo analizzato se chi non appartiene alle elite imiti elementi come arrangiamenti musicali, suoni o tecniche di produzione delle élite attuali", afferma Peter Klimek. "Abbiamo scoperto che questo accade da tempo: dopo la svolta del gruppo rock americano dei Nirvana, per esempio, un'intera serie di band alternative rock ha adottato elementi dello stile grunge del Nirvana negli anni '90".
 
Musicisti famosi avrebbero abbandonato il loro stile una volta che dei nuovi arrivati avrebbero iniziato a copiarli? Me neanche per idea. "Abbiamo notato il contrario", risponde Klimek. "Le élite preferiscono vedere gli altri adottare i loro simboli, suoni e stili, per consolidare e confermare la loro influenza culturale".
 
"Dimostriamo con un metodo quantitativo strettamente basato sui dati, che le nuove mode musicali traggono il loro impulso da una forte opposizione alle tendenze attuali", sottolinea Stefan Thurner. "Questo dovrebbe essere testato anche in altri ambiti, che si tratti di architettura, arte, moda, o anche di politica e scienza, ma nel caso degli stili musicali, l'ipotesi della contro-segnalazione spiega meglio come emerge la novità".

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