La differenza tra un super dj e uno agli albori

Molo interessante l'articolo del giornalista Ale Lippi su DJ Mag Italia in merito alla presunta facilità di tanti artisti di arrivare all'apice con le loro produzioni. Secondo Lippi, "un vincente trova sempre una strada, un perdente trova sempre una scusa". Non che si debba vincere sempre, anzi. E Lippi aggiunge: "Per forza di cose un disco tech-house di David Guetta arriverà prima a destinazione rispetto al vostro. E non è mafia, non è cattiveria. La portata artistica del francese – un nome a caso – è ovviamente maggiore della vostra e l’industria necessita di una grande eco per arrivare prima a destinazione. Allo stesso modo, il percorso che ha portato David Guetta fino al punto in cui anche un’azione apparentemente banale genera una reazione fuori dal comune o addirittura cambia il pensiero comune è il frutto di un processo lungo, tortuoso e difficoltoso".

 

Infine, Lippi aggiunge: "Lo stesso ultimo disco suonato da voi nel vostro piccolo club di provincia oppure da Marco Carola (nella foto) al mattino sulla terrazza dell’Amnesia di Ibiza suona in maniera totalmente differente. Un disco assume un certo valore anche simbolico in base a chi lo suona, come, dove, quando e perché. Non deve essere letto sempre allo stesso modo. La teoria del chi fa cosa vale anche al contrario. Un evidente errore ad alti livelli ha delle conseguenze ben più disastrose rispetto allo stesso errore compiuto in un ambiente riservato. Alcuni artisti hanno perso il lavoro per lo stesso commento sessista o razzista che siete soliti ripetere ogni giorno al bar in pausa pranzo. È sul grafico del “chi fa cosa” che si misura il prezzo del successo. I big names che gli haters amano insultare sono per la maggior parte appartenenti ad una generazione che ha fatto veramente la gavetta, senza computer, senza social network e smartphone. Questa posizione se la meritano tutta".