Acustica Audio rivoluziona il suono e tutti i plug-in

Se mai come nel 2018 i produttori utilizzano i campioni, anche nel mondo del software si è fatta strada l’idea di poter campionare i famosi e bramati dispositivi “hardware” per poterli utilizzare senza limitazioni e costi. Il suono puramente digitale ha da sempre sofferto la mancanza del carattere e della musicalità che i dispositivi hardware sanno aggiungere ad un suono, come spiegano i ragazzi del BigBiz Studio.

Molti produttori, dai millennials in poi, hanno però avuto molte poche occasioni di poter utilizzare dal vivo dell’hardware in un vero studio di produzione e mixaggio. "Parlo di vero studio di produzione per una ragione: per ottenere il meglio dalle macchine hardware e per poter estrapolare quel valore di colore e musicalità c’è bisogno di profonde conoscenze in ambito tecnologico e elettronico", dice Dario Khademi, sound engineer e sound designer del BigBiz dalle pagine della rivista Danceland. Parliamo infatti di sapere come funziona la rete elettrica del proprio studio, come stabilizzarla, come trasferire il segnale audio da una parte all’altra, non con il solito cavetto comprato nel negozio di strumenti vicino a casa.

 

L’hardware dovrebbe sempre rimanere in un luogo a temperatura e umidità controllate, per non parlare della scelta dei convertitori. Insomma, gestire bene una catena hardware è estremamente complesso, mentre applicare un plugin ad un canale della propria DAW è veramente semplice. Molti brand, nella storia dei plug-in, hanno tentato di emulare via software le caratteristiche dei dispositivi fisici, spesso con poco successo. Tra le varie aziende la più storicamente credibile a livello di risultato è stata sicuramente Universal Audio, che però ha bisogno di dsp esterni costosi per funzionare.

"Da qualche anno però, Acustica Audio, un’azienda tutta italiana, ha sviluppato un metodo rivoluzionario, basato su complesse teorie matematiche, per sviluppare plugins con l’intento di potersi avvicinare il più possibile al tipico suono dell’hardware. Il primo progetto commerciale, Nebula, ha avuto grande successo in una piccola nicchia di audio engineer. Nebula ha il potere di colorare il suono come se passasse attraverso un hardware specifico, e per far ciò il segreto è stato campionare direttamente il dispositivo fisico per catturarne tutte le sfaccettature (comprese le imperfezioni) che tanto amiamo. Basta accendere Nebula e trovare le impostazioni giuste per ottenere subito un suono solido e convincente. In aggiunta, Acustica Audio ha dato vita ad un nuovo progetto, ancora più ambizioso: prendere la tecnologia di Nebula e portarla negli studi di tutto il mondo tramite una serie di plug-in, Acqua, basata su tecnologie avanzate di SASM™ (Symmetric & Asymmetric Saturation Modeling) e STT™ (Super Transient Technology) in grado di ricreare il comportamento dinamico di questi costosi e acclamati hardware".

I plug-in Acqua sono semplicemente sorprendenti, appena accesi sul bus o master conferiscono un ‘instant vibe’ grandioso, musicale e armonioso. A ogni suono il suo plug-in ovviamente, ma il lavoro dei compressori è sempre un ah, ma allora è così che suonano quelli veri. "Personalmente adoro le suite Lime e Gold 2, perfette per il trattamento dei bus, per dare colore e solidità, con una buona quantità di opzioni. Le suite si presentano spesso sotto forma di channel strip o di piccole collezioni di plug-in relativi ad un particolare hardware. I channel strip, come appunto Lime, Gold o Viridian, sono completi di sezioni di pre, equalizzatore e compressore. Ogni channel strip include più varianti di queste tre sezioni, i pre ad esempio sono campionamenti di diversi canali di un determinato mixer, o i compressori potrebbero essere versioni diverse dello stesso (i manuali sono chiari e curati con tutti i dettagli per ogni opzione)".

Non è sempre immediato trovare la combinazione migliore, ma quando questo accade, la magia è palpabile. Il compressore, del Lime in particolare, lo trovo molto interessante sulle voci e sui cymbals. Gold 2 è un mostro sui kick e ritmiche, in accoppiata con i pre di Cream regalano una sensazione di fisicità del suono.

"Sul master invece sono stato meravigliato dalla suite Ivory e dal compressore di Viridian, accoppiata che regalano precisione e solidità, oltre che una musicalità impossibile da ottenere con i plug-in più blasonati. Non tutti i generi musicali possono venire soddisfatti da questi plugins, che si rifanno a sonorità legate agli hardware storici, progettati dagli 50 fino agli anni 90. Ma se si vuole aggiungere musicalità, calore e solidità ad ora Acustica Audio non ha rivali sul mercato".

Il vero downside di questi plugin-in è la richiesta di risorse computazionali, pretendono macchine nuove, allo stato dell’arte, per poter essere utilizzati in maniera massiccia e fluida. La vecchia arma del “freezing” o render e re-import ha quindi una nuova gioventù. Seppure a prezzo contenuto, non sono di certo plug-in adatti a tutti i produttori di musica: anzi, il livello di conoscenze necessario per poterli sfruttare appieno è piuttosto elevato, anche se alcuni, come ad esempio Diamond e Lift (in collaborazione con Luca Pretolesi dello Studio DMI) sono immediati nell’utilizzo e nella soddisfazione. BigBiz intanto è diventato “educational partner” di Acustica Audio.