La storia dei rave italiani nel libro "Rave in Italy"

"Rave in Italy" è una raccolta di interviste e contributi che ricostruiscono gli albori e lo sviluppo della scena in Italia a partire dai primi anni novanta, Concepito da Pablito el Drito (all'anagrafe Pablo Pistolesi) attivista, scrittore, dj e produttore che ha scritto anche il romanzo Once were ravers, il libro pubblicato da Agenzia X ripercorre lo sviluppo della scena in Italia a partire dai primi anni novanta, focalizzandosi sulle tribù autoctone di Torino, Roma, Milano e Bologna.

 

"Se i punk gridavano 'no future', i raver erano andati oltre il futuro", spiega Pistolesi."Non si trattava più di provocazioni nichiliste nel tentativo di combattere da un’altra angolazione il capitalismo, per loro la catastrofe stava già per avvenire, era inutile lottare per cambiare la società, era molto meglio trovare delle zone temporaneamente liberate dove sperimentare, almeno per qualche ora, una vita dopo l’apocalisse. Con una pasticca in bocca e un ballo frenetico in trance d’empatia, i raver sono stati come oracoli che hanno anticipato di due decenni ciò che è diventata l’attuale realtà quotidiana".

La morte della politica e la fine del mondo come lo conoscevamo prima. "Rave in Italy" contiene una serie di interviste e contributi che ricostruiscono gli albori e lo sviluppo della scena techno in Italia a partire dai primi anni novanta, focalizzando sulle scene autoctone, affrontando anche l’impatto della free tekno e dell’arrivo delle prime tribe. "Raccontano la loro storia e quella del movimento musicisti e dj, ma anche donne e uomini che ne hanno fatto parte a vario titolo: elettricisti, grafici, baristi, allestitori, performer, squatter, produttori, pusher, “buttadentro”, traveller e frequentatori assidui".