Patreon è il sistema meritocratico che supporta gli artisti

Nel 2013, un musicista su YouTube, Jack Conte, stava cercando una soluzione al suo problema: milioni di persone amavano i suoi video ma solo poche centinaia di dollari stavano alimentando il suo conto in banca. Così ha coinvolto il suo compagno di stanza del college Sam Yam, oggi co-fondatore di Patreon. Nel 2018 Patreon è diventato la soluzione per oltre 100mila artisti che, grazie a una semplice iscrizione alla piattaforma, possono avere una relazione diretta con i fan e ottenere entrate economiche maggiormente ricorrenti per il proprio lavoro.

I fan pagano all'artista una quota di abbonamento a loro scelta in cambio di esperienze esclusive e contenuti dietro le quinte. Il reddito prevedibile dei propri clienti significa proporre le proprie condizioni e senza obblighi. Un cliente medio paga di più su base mensile rispetto ai consumatori che pagano per Netflix, Spotify o Amazon Prime.

 

 

Il brand Kinda Funny ad esempio sta creando video e podcast su Internet a ammette: "Non potremmo farlo senza Patreon. Che elimina il livello di congetture e che consente di pianificare e far crescere la propria attività in modo strategico".

Insomma, un sistema affidabile per guadagnarsi da vivere attraverso le proprie produzioni. Ogni altro modo per fare soldi (pubblicità, crowdfunding, merchandise, convention) è soggetto alla stagionalità e alle casuali fluttuazioni di mercato e di trend. Patreon invece non solo ha cambiato la vita di molti ma ha cambiato anche la vita delle persone che molti brand assumono. Stiamo parlando l futuro del mondo della musica: tagliare gli intermediari e rendere l'arte accessibile direttamente dall'artista al fan, è una delle nuove priorità della Rete.