Apple ha comprato Shazam

Apple ha completato l’acquisizione di Shazam. La notizia non giunge inaspettata: è da dicembre 2017 che il colosso di Cupertino ha fatto sapere di aver comprato il servizio di riconoscimento di canzoni e immagini Shazam per circa 400 milioni di dollari. Cosa significa, in termini pratici, per gli utenti iOS? Gli abbonati Apple Music ne raccoglieranno i benefici? Se finora le due società non avevano fornito dettagli sull’impatto che l’accordo Apple-Shazam avrebbe avuto sulla user experience, e nonostante Cupertino non abbia ancora svelato i suoi piani su come farà fruttare l’investimento, adesso iniziano a trapelare le prime notizie. Sappiamo, ad esempio, che Shazam diventerà un’app priva di pubblicità, per rendere ancora più piacevole il suo utilizzo. Apple-Shazam: cosa cambia? Apple non ha detto esplicitamente in che modo Shazam migliorerà Apple Music, ma ha seminato alcuni indizi. Shazam è già integrata nei servizi Apple, ma dopo la firma del contratto l’integrazione sarà ancora più stretta e semplificata. Molto probabilmente non ci sarà più bisogno di scaricare Shazam dall’App Store per trarre vantaggio dalle sue funzionalità. Infatti, se l’utente iOS oggi può interrogare Siri per riconoscere una canzone che sta ascoltando, un tasto apposito all’interno di Apple Music potrebbe avere la stessa funzione ed evitare così di doversi rivolgersi all’assistente virtuale. In questo modo Apple Music potrebbe recuperare la canzone, riprodurla in streaming, aggiungerla a una playlist o aprire iTunes per acquistarla come MP3.

 Un’app che vale un miliardo Shazam, che ha sede in Inghilterra, è stata fondata nel 1999 ma la sua scalata è iniziata nel 2008 quando l’app mobile è sbarcata su iPhone, divenendo subito popolare per la sua capacità di riconoscere le canzoni dopo pochi secondi di ascolto. Come funziona? Una volta avviata utilizza il microfono dello smartphone e confronta ciò che ascolta con il suo database di contenuti. Disponibile da sempre gratuitamente, Shazam ha avuto oltre 1 miliardo di download. La compagnia è stata corteggiata a lungo da diversi venture capitalist: in 19 anni di vita ha raccolto 143 milioni di dollari da diverse aziende ed è stata valutata fino a 1 miliardo di dollari. Questo vuol dire che Apple, chiudendo l’accordo a 400 milioni di dollari, ha pagato molto meno del suo reale valore. Perché proprio Shazam In seguito Shazam è stata implementata e ha arricchito la sua offerta, evolvendosi in una piattaforma di realtà aumentata. Oggi è capace anche di riconoscere una varietà di contenuti come film, immagini, pubblicità e programmi TV. L’anno scorso con l’app Fotocamera di iOS 11 Apple ha aggiunto la possibilità di leggere i codici QR, e l’azienda sta spingendo per implementare le funzionalità AR dei suoi dispositivi mobili. Ecco che si ricompongono tutti i pezzi del puzzle: gli utenti non potranno solo acquistare i brani da iTunes grazie a una stretta integrazione tra i due servizi, ma la tecnologia e le capacità di intelligenza artificiale di Shazam gioveranno alle funzionalità AR sempre più caratterizzanti le nuove generazioni di iPhone e iPad.