Che fine ha fatto la techno a Ibiza? Se lo chiede anche Mixmag

Ibiza fa un salto indietro nel tempo e torna alla metà degli anni '90, almeno secondo la rivista inglese Mixmag. Discoteche commerciali, house classica americana e trance dominano l'isola. La techno non è nemmeno menzionata sui cartelloni pubblicitari. "In questo momento le feste techno sono come quando si scopre la pillola per curare il cancro", dice il dj Paco Osuna. "Tutti i propreitari di club pensano di poter ospitare una festa techno e di poter cambiare il mondo. Questo è un problema, però, perché invece di avere la pazienza di far crescere una buon marchio, i pr continuano a pensare a far cassa. Fare una buona festa è come fare una buona produzione discografica".
La scorsa estate Ibiza era talmente sovraccaricata di feste techno. Elrow ad Amnesia lo ha distrutto, così ha fatto Paradise al DC10. Anche la decisione di Sven Väth di trasferire il suo leggendario party Cocoon in una struttura di minore capacità sembra già la decisione che cambierà gli scenari. "L'anno prossimo mi aspetto che ci siano ancora più feste techno, sull'isola", aggiunge Neil Evans, fondatore del brand Do Not Sleep. "Il motivo? La fine dell'EDM è iniziata, ma è ancora lontana dall'essere finita. C'è ancora molto da fare negli Stati Uniti, se si guardi all'Electric Daisy Carnival". Se i clubgoers stanno abbandonando l'EDM a favore della tech-house, quali saranno gli orizzonti dei prossimi anni? Simon Dunmore, che gestisce il marchi Defected e Glitterbox, due dei più grandi eventi "non techno" dell'isola, ritiene che la situazione stia arrivando al culmine. "Molte delle cose che sto vedendo e ascoltando mi fanno pensare che ci sia un'alternativa in arrivo che metterà in discussione la situazione attuale in una certa misura. Deve accadere perché penso che i ragazzi stiano diventando stanchi".